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March 10 I MIEI PROGETTIPremesso che: Con decreto ministeriale 22 luglio 1996 sono state incluse le procedure diagnostiche di "teletermografia" (TT) fra le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; per evitare la percentuale altissima di diagnosi errate e condotte con sistemi tradizionali l’utilizzo della teletermografia potrebbe aiutare a definire con chiarezza e velocemente situazioni patologiche lamentate dai degenti.
Considerazioni cliniche:
1. “Questo consente – spiega il dott. Fabrizio Micheli, direttore di Terapia del dolore e cure palliative - di valutare alterazioni o asimmetrie, che possono coincidere con stati patologici”. Essa permette di misurare la radiazione infrarossa emessa dal corpo umano, che irraggia energia termica sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. Grazie all’uso di un dispositivo sensibile alla lunghezza d’onda di tale emissione (~ 4-12 µm) è possibile rilevare la distribuzione della temperatura nei vari distretti del corpo umano. Lo strumento, che ha le dimensioni di una telecamera, è in grado di riprodurre l'immagine del corpo su di un visore, identificando le aree di temperatura diversa con colori che vanno dall'azzurro (più freddo) al rosso intenso (più caldo) E' collegabile ad un computer con il quale effettuare valutazioni più approfondite e confronti tra le aree simmetriche del corpo analizzate. “Questa tecnica permette, soprattutto nei casi di malattie vascolari o neuropatie - continua lo specialista in Medicina del Dolore- di confermare diagnosi già effettuate. Ancora, è possibile eseguire verifiche sull’efficienza di blocchi nervosi effettuati a scopo terapeutico”.
Esempi di applicazioni:
Questa metodica, serve anche a calcolare l’ entità del danno legato al dolore, traduce le modificazioni locali della temperatura in preziose informazioni che indicano, quanto è esteso il processo infiammatorio nella sede dolente, il numero di radici nervose interessate. Il ritorno alla temperatura normale è un indicatore della risposta a una certa terapia. In conseguenza alla validità e all’affidabilità di questo nuovo strumento, che rivela le alterazioni termiche legate al dolore (che sono lo specchio delle sottostanti alterazioni metaboliche e biochimiche), è nata una Società Europea di Termologia della quale è stata ammessa a far parte anche l’Associazione Italiana. "In realtà già Ippocrate aveva annunciato nel 400 a.C. i principi di questo nuovo strumento - ha spiegato, durante il recente congresso nazionale sul dolore di Cernobbio, il neurologo Giorgio Dalla Volta dell' Università di Brescia - e nel 1500 Galileo costruì il primo termoscopio per valutare le variazioni di temperatura legate a malattia. Ma soltanto quarant' anni fa Lawson, con un apparecchio di sua invenzione, scoprì ad esempio che i tumori sono più caldi. Oggi possiamo leggere l' emissione infrarossa delle zone del corpo che fanno male e visualizzare sul monitor di un computer il calcolo della reale gravità di un qualsiasi dolore". Le nuove conoscenze sui sistemi computerizzati hanno reso questo strumento un importante mezzo diagnostico per chiunque si occupi di terapia antalgica". 2. Applicazioni Della Teletermografia Computerizzata Nella Pratica Neurologica Le recenti apparecchiature teletermografiche computerizzate offrono un ausilio affidabile nello studio di quelle patologie in cui sia necessario valutare le modificazioni della temperatura corporea come indice della vascolarizzazione superficiale. Nella pratica neurologica l'esame è stato proposto nella patologia cerebrovascolare e in diverse patologie algiche, tra cui le cefalee vasomotorie. "La teletermografia" (TT) continua il neurologo "affianca le altre procedure diagnostiche oggi note offrendo maggiore sicurezza nei bambini, nelle donne gravide e in chi e' allergico ai mezzi di contrasto o non può essere sottoposto alla Tac o alla risonanza magnetica. Più ideale per la valutazione del dolore da patologie di radici nervose, nevralgie del trigemino, disturbi articolari (come le forme artritiche), vascolopatie o cefalee.
3. La Teletermografia (TT) si è rivelata utile nel campo delle malattie vascolari. In aggiunta alla termografia di routine, il test da freddo e la somministrazione di vasodilatatori rivela più accurate informazioni sulle funzioni vasomotorie nelle regioni malate, per cui la teletermografia si è rivelata un'utile strumento elettronico per la chirurgia vascolare moderna. I dati termografici possono completare e a volte ampliare dati clinici esistenti. Nell'ambito delle primitive lesioni vascolari l'informazione termografica ha soprattutto valore prognostico nelle angiopatie da strumenti vibranti. Nelle patologie micro vascolari la Teletermografia (TT) precede lo studio clinico: è possibile, infatti, valutare il range di temperatura entro cui si ha la riuscita di un trapianto. Di solito l'evoluzione della patologia conferma la prognosi termografica.
4. Non meno importante è l'effetto della teletermografia nel caso di lesioni traumatiche, sia nervose sia vascolari, e nelle lesioni osteoarticolari, che conducono a chiare modificazioni circolatorie; anche in questo settore i dati termografici hanno soprattutto valore prognostico. Essa, inoltre, rende possibile una corretta valutazione, a distanza, dell'efficacia dei trattamenti sia medici che chirurgici.
intervento fatto al Convegno del 28.02.2009 c/o CASA DELLE ASSOIAZIONIMi presento sono Roberto Spagnoli ho 43 anni, un traumatizzato Grave faccio parte dell’ATTL Ho avuto un incidente stradale nel febbraio del 2006 e da lì è cambiata la mia vita. Mi scuso se leggo ma a seguito del mio incidente ho problemi di memoria e problemi a livello di lessico. Vorrei sottolineare che noi traumatizzati non siamo considerati e tutelati alla stregua degli altri disabili o addirittura degli anziani o degli immigrati. Si deve tener presente che il traumatizzato prima dell’evento di regola è una persona totalmente autonoma, con un lavoro, una famiglia un’abitazione ed una vita sociale attiva. In conseguenza del trauma spesso esso perde il lavoro e di conseguenza le risorse economiche, perde l’abitazione ed i contatti con la vita sociale. Può capitare a causa della negligenza del personale medico che per primo viene in contatto con il traumatizzato, la lentezza della presa in carico dei servizi sociali e soprattutto per la mancanza spesso di un sostegno psicologico post trauma che l’individuo si trovi ad affrontare le problematiche rispetto al riconoscimento dell’inabilità lavorativa o il riconoscimento dell’invalidità in ritardo perdendo così la possibilità di una adeguata fonte di reddito. Spesso queste persone si rivolgono ai servizi sociali nel momento in cui si trovano ormai in uno stato di indigenza e si sentono abbandonati ed emarginati da tutti. Da qui nasce l’idea dei condomini solidali a carattere misto. Per condomini solidali o gruppi appartamento s’intende la condivisione tra più persone diversamente abili e non di un appartamento e/o lo stesso piano dove ci si aiuta a vicenda con il principio dell’auto mutuo aiuto. In questo modo risolveremmo sia il problema abitativo che la riattivazione di una vita sociale. Sarebbe quindi un luogo in cui il disabile non si sente più abbandonato a se stesso, abbandonato dalle istituzioni, ma si sentirebbe protetto cercando di sviluppare le sue attitudini più profonde. Avendo comunque la possibilità di condividere spazi comuni si sentirebbe sicuramente meno solo ed attraverso la valorizzazione delle proprie attitudini potrebbe iniziare quel percorso di valorizzazione della propria persona e di vita indipendente. Le istituzioni d’altro canto troverebbero benefici economici da questa situazione perché avrebbe una riduzione dei costi alla persona. Mi spiego meglio: essendoci più persone che condividono un appartamento o un piano di uno stabile sarà necessario meno personale per l’assistenza domiciliare, facilitazioni nella somministrazione dei pasti, ci sarebbe un risparmio nelle utenze e negli affitti. Questo progetto sarebbe già di facile realizzazione in quanto stanno per essere ultimati 90 appartamenti a Viserba per cui chiedo a Voi istituzioni, anche se solo in fase sperimentale, di destinare una parte ,potrei dire una ventina di appartamenti circa, a questo progetto. Vorrei farvi presente che L’assessorato alle politiche per l’immigrazione e l’integrazione del comune di Rimini in collaborazione con L’ACER sta portando avanti un progetto “Un ALLOGGIO ACCESSIBILE PER UN INCLUSIONE POSSIBILE” in cui mette a disposizione appartamenti in coabitazione o stanze in strutture alberghiere con la finalità di dar modo a persone lavoratori/lavoratrici immigrati con figli single o comunque senza il coniuge in Italia per poter raggiungere la loro piena autonomia. Mi domando e noi disabili italiani? Questa è solamente una proposta ed una mia testimonianza per poter cominciare ad aprire un dialogo, un confronto un dibattito con le istituzioni. Vorrei cominciare a parlare concretamente delle possibilità che il comune di Rimini può offrire tenendo presente comunque il periodo di recessione economica. Non vorrei che il mio discorso venga interpretato come un attacco nei confronti delle istituzioni ma come un momento di confronto pacifico e costruttivo.
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