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    July 13

    Discussione su We sustain the activity of Roberto RN /Sosteniamo l' attività di Roberto

     

    Citazione

    We sustain the activity of Roberto RN /Sosteniamo l' attività di Roberto
    We sustain the activity of Roberto RN /Sosteniamo l' attività di Roberto
    Tenuto da: Roberto SPAGNOLI in RIMINI
    Data e ora: lunedì, 13 Luglio 2009 alle 10.00
    Località: INTERESSI COMUNI- IDEALI-
    Visualizza l'evento su Windows Live Spaces
    March 10

    intervento fatto al Convegno del 28.02.2009 c/o CASA DELLE ASSOIAZIONI

    Mi presento sono Roberto Spagnoli ho 43 anni, un traumatizzato Grave faccio parte dell’ATTL

    Ho avuto un incidente stradale nel febbraio del 2006 e da lì è cambiata la mia vita.

    Mi scuso se leggo ma a seguito del mio incidente ho problemi di memoria e problemi a livello di lessico.

    Vorrei sottolineare che noi traumatizzati non siamo considerati e tutelati alla stregua degli altri disabili o addirittura degli anziani o degli immigrati.

    Si deve tener presente che il traumatizzato prima dell’evento di regola è una persona totalmente autonoma, con un lavoro, una famiglia un’abitazione ed una vita sociale attiva.

    In conseguenza del trauma spesso esso perde il lavoro e di conseguenza le risorse economiche, perde l’abitazione ed i contatti con la vita sociale.

    Può capitare a causa della negligenza del personale medico che per primo viene in contatto con il traumatizzato, la lentezza della presa in carico dei servizi sociali  e soprattutto per la mancanza spesso di un sostegno psicologico post trauma che l’individuo si trovi ad affrontare le problematiche rispetto al riconoscimento dell’inabilità lavorativa o il riconoscimento dell’invalidità in ritardo perdendo così la possibilità di una adeguata fonte di reddito.

    Spesso queste persone si rivolgono ai servizi sociali nel momento in cui si trovano ormai in uno stato di indigenza e si sentono abbandonati ed emarginati da tutti.

    Da qui nasce l’idea dei condomini solidali a carattere misto.

    Per condomini solidali o gruppi appartamento s’intende la condivisione tra più persone diversamente abili e non di un appartamento e/o lo stesso piano dove ci si aiuta a vicenda con il principio dell’auto mutuo aiuto.

    In questo modo risolveremmo sia il problema abitativo che la riattivazione di una vita sociale.

    Sarebbe quindi un luogo in cui il disabile non si sente più abbandonato a se stesso, abbandonato dalle istituzioni, ma si sentirebbe protetto cercando di sviluppare le sue attitudini più profonde.

    Avendo comunque la possibilità di condividere spazi comuni si sentirebbe sicuramente meno solo ed attraverso la valorizzazione delle proprie attitudini potrebbe iniziare quel percorso di valorizzazione della propria persona e di vita indipendente.

    Le istituzioni d’altro canto troverebbero benefici economici da questa situazione perché avrebbe una riduzione dei costi alla persona.

    Mi spiego meglio: essendoci più persone che condividono un appartamento o un piano di uno stabile sarà necessario meno personale per l’assistenza domiciliare, facilitazioni nella somministrazione dei pasti, ci sarebbe un risparmio nelle utenze e negli affitti.

    Questo progetto sarebbe già di facile realizzazione in quanto stanno per essere ultimati 90 appartamenti a Viserba per cui chiedo a Voi istituzioni, anche se solo in fase sperimentale, di destinare una parte ,potrei dire una ventina di appartamenti circa, a questo progetto.

    Vorrei farvi presente che L’assessorato alle politiche per l’immigrazione e l’integrazione del comune di Rimini in collaborazione con L’ACER sta portando avanti un progetto “Un ALLOGGIO ACCESSIBILE PER UN INCLUSIONE POSSIBILE” in cui mette a disposizione appartamenti in coabitazione o stanze in strutture alberghiere con la finalità di dar modo a persone lavoratori/lavoratrici immigrati con figli single o comunque senza il coniuge in Italia per poter raggiungere la loro piena autonomia.

    Mi domando e noi disabili italiani?

    Questa è solamente una proposta ed una mia testimonianza per poter cominciare ad aprire un dialogo, un confronto un dibattito con le istituzioni. Vorrei cominciare a parlare concretamente delle possibilità che il comune di Rimini può offrire tenendo presente comunque il periodo di recessione economica. Non vorrei che il mio discorso venga interpretato come un attacco nei confronti delle istituzioni ma come un momento di confronto pacifico e costruttivo.